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VERNOLE e dintorni: tra natura, storia e cucina

Dopo Muro Leccese e Maglie, proseguiamo il nostro tour dei paesi della provincia di Lecce. Questa volta andiamo alla scoperta della zona di Vernole.

Il territorio di Vernole è molto esteso e ricco di storia. Comprende ben 5 borghi: Strudà, Vanze, Acaya, Pisignano e Acquarica. Sono tutti belli, perciò vi consigliamo di programmare bene le tappe in modo da non tralasciare niente.

Noi abbiamo fatto una selezione e in questo articolo vi diamo qualche dritta:

MASSERIA CINQUE SANTI

Prima tappa, la Masseria Cinque Santi: masseria biologica, specializzata nella produzione di formaggi locali e olio extravergine d’oliva. Iniziamo dal loro yogurt, fresco e genuino, che ci dà subito l’energia per affrontare il caldo e la giornata che ci attende.

Conosciamo Lina Cucugliato, anima della masseria. Lina ci racconta un po’ della sua azienda e ce la fa visitare. Gli animali (vacche, pecore e capre) sono allevati allo stato brado e semi-brado ed alimentati ad erba e fieno. Tutta la filiera (allevamento, mungitura, la lavorazione del latte e la stagionatura dei formaggi) avviene all’interno della stessa masseria, e quindi è proprio il caso di dirlo: questo è il vero km0. Venendo qui, chiunque può verificarlo con i propri occhi.

In totale producono 65 tipi di formaggi, tra freschi e stagionati, uno più gustoso dell’altro. Assaggiamo il loro succoso fior di latte, la ricotta freschissima, la marzotica, il 3 latti con marmellata di pere, il caprino avvolto nella camomilla e lo straordinario stracchino “muffettato”. Un’altra specialità da portare a casa è la fantastica gelotta, ricotta con gel di limone, arancia o fichi.

Oltre ai formaggi, anche gli l’olio extravergine -ottenuto da olive Ogliarola e Cellina ed estratto a freddo- è il fiore all’occhiello dell’azienda. E noi non possiamo certo rinunciare alla degustazione, per sentire al meglio le sue caratteristiche organolettiche.

La Masseria Cinque Santi è anche masseria didattica: si organizzano degustazioni ed eventi a tema, come “passeggiata alla scoperta delle piante spontanee”, “laboratorio di cosmesi naturale” e altre imperdibili visite guidate.

IL PAJARONE

In zona sono presenti diversi pajaroni, tipiche abitazioni rurali salentine realizzate con la tecnica del “muretto a secco” (pietre informi e a incastro che si autosostengono). Un tempo i contadini vi trovano ricovero o vi soggiornavano l’estate, durante i lavori nei campi. Noi ne abbiamo scovato uno a pochi passi dalla Masseria Cinque Santi. Come potete notare, il tempo lo ha reso ancora più affascinante.

LA LIZZA DEI BRIGANTI

Ci siamo addentrati nelle campagne alla ricerca della lizza dei briganti, un leccio di oltre 300 anni. Pare che durante il periodo borbonico questo albero maestoso venisse usato come nascondiglio da bande di malviventi.

La sua chioma arriva a toccare per terra, rendendo l’albero una sorta di grotta. Noi ci siamo posizionati ai suoi piedi per trovare un po’ di frescura e ci siamo resi conto di quanto siamo piccoli di fronte alla natura. Piccoli così:

OASI WWF LE CESINE

Questa riserva naturale è un vero e proprio paradiso incontaminato. Si trova sulla litoranea adriatica salentina, tra Roca e San Cataldo e si estende per più di 300 ettari.

Per visitarla tutta vi ci vorrebbe un’intera giornata. Vi consigliamo di affidarvi ai tour guidati che vi permetteranno di accedere alle zone più interne dell’oasi. Se non avete tutto questo tempo a disposizione potete semplicemente attraversarla, in questo modo riuscirete a vedere sia il bosco che gli stagni (il Salapi e il Pantano Grande) e infine la spiaggia.

DA PALUDE AD OASI

Un tempo questa zona era un’enorme palude, che si estendeva da Brindisi fino a Otranto! Partiva dal mare e si estendeva fino al centro abitato di Vernole. Immaginate quante zanzare? E non semplici zanzare bensì zanzare vettori della malaria!

Alla fine dell’800 l’inizio dei lavori di bonifica: si realizzarono tanti canali per permettere all’acqua dolce di sfociare nel mare, e vennero piantati tantissimi alberi per assorbire l’acqua rimasta. Da allora c’è stata una vera e propria esplosione di flora e fauna. Dal 1980 l’intera area è gestita dal WWF.

INTO THE WILD

Sotto i lecci e i pini d’aleppo sono presenti tantissime piante tipiche della macchia mediterranea (ci sono 32 specie di orchidee selvatiche). La fauna stanziale e migratoria è ricchissima (farfalle coloratissime, anfibi, rettili, ma anche tassi, cinghiali e lupi). I veri padroni di casa qui sono gli uccelli (sono state contate ben 180 specie diverse), infatti Le Cesine sono uno dei luoghi più interessanti dove fare bird watching nel Salento. Prestate orecchio al loro canto, vi sembrerà un concerto privato tutto per voi!

PER STACCARE LA SPINA

Addentrarci nelle Cesine per noi è stato rigenerante. Se avete voglia di evadere dal frastuono dei centri abitati e respirare un po’ di libertà, questo è il luogo ideale. Qui l’aria e i profumi della natura riescono a trasmettere un senso di pace profonda.

SPIAGGIA VERY WILD

Se siete solitari e amanti del mare qui troverete chilometri di spiaggia, in cui è difficile trovare gente persino in Agosto. Piccola curiosità: la sabbia bianca, in alcuni tratti è mista a quella nera perché un gioco di correnti ha trasportato, attraverso il fiume Ofanto, i sedimenti del vulcano Vulture.

PISIGNANO

PALAZZO BARONALE

Nel borgo di Pisignano, in Piazza Firenze, si trova il secentesco Palazzo Baronale Severino Romano, con facciata e balcone dai ricami ipnotici. Oggi ospita l’Accademia Salentina di Scacchi e al suo interno ha uno scenografico cortile ed un elegante giardino.

Quando arriviamo purtroppo è chiuso. Andiamo via con la curiosità di poterlo visitare al più presto.

ACAYA

Ci dirigiamo adesso verso l’unico esempio di città fortificata del Meridione d’Italia uscita indenne dai secoli e dalle guerre mantenendo il suo aspetto seicentesco, Acaya.

Un piccolo borgo di poche centinaia di anime, un vero gioiello di architettura militare progettato dall’ architetto ed ingegnere Gian Giacomo dell’Acaya, a servizio del re Carlo V. Fu progettata per essere a misura d’uomo, in modo da poter vivere in armonia con la società. Ma era pur sempre una città basata sui movimenti militari. L’unico accesso al borgo era costituito dalla Porta Monumentale. Una volta attraversata, vi sembrerà di trovarvi in un luogo senza tempo.

Una statua di Sant’Oronzo, sulla porta delle mura ci ricorda lo stretto rapporto storico tra Lecce ed Acaya. Sì, perché il borgo era l’avamposto difensivo della città di Lecce: da qui partiva il primo allarme dell’arrivo degli invasori dal mare. “Mamma li Turchi!” Gridava il popolo, e tutti correvano a rifugiarsi tra le mura del castello.

Ci fermiamo un attimo ad ammirare incantati il meraviglioso castello dell’Acaya, le sue mura possenti, l’ampio fossato e i baluardi che lo rendono uno dei monumenti più prestigiosi dell’architettura militare del ’600 in Terra d’Otranto.

VERNOLE

CHIESA CON “EFFETTO SORPRESA”

La Chiesa dell’Assunta di Vernole fu costruita, nel 1730, in direzione a est-ovest, in modo da rivelare il suo prospetto principale solo una volta che si è giunti al riparo del largo della Santa Croce. Questo effetto sorpresa ideato continua a funzionare dopo 270 anni e noi possiamo confermarlo!

Raggiungiamo infatti l’edificio arrivando dalle sue spalle e ci ritroviamo davanti alla meravigliosa facciata, che si erge fino a un’altezza di circa 20 metri e ci lascia a bocca aperta. È un esplosivo capolavoro di barocco leccese: riccamente decorata e tripartita da due trabeazioni orizzontali.

Nelle tre nicchie inferiori ci sono le statue dei Santi Patroni della città: Oronzo, sul portale d’ingresso, Giusto e Fortunato, ai lati. Nella parte centrale un finestrone finemente lavorato, affiancato dalle statue allegoriche della Speranza e della Carità. Il timpano, racchiuso nella cornice superiore, è sormontato da una terza statua che rappresenta la Fede.

A CENA DA “DON FAUSTO-CUCINA E PASSIONE”

Volevamo provarlo da tempo, quindi quale occasione migliore se non questa?

LA CUCINA

Da Don Fausto si celebra la cucina italiana e del territorio, utilizzando ingredienti freschi e combinazioni particolari. Il titolare e chef Flavio Pedaci ama sperimentare e creare sempre nuove ricette. E lo fa con la passione di chi nella vita è nato per deliziare il palato dei clienti. Il menù cambia di frequente in base alla spesa del giorno e al guizzo creativo dello chef.

Come antipasto ci servono una serie di portate, una più buona e ricercata dell’altra: tortino di zucchine e spuma di bufala; panelle e pizzette, pittule con alga wakame e alici fritte.

La proposta più originale e spiazzante è il “bicchiere di Don Fausto“: vellutata di ceci, vellutata di patate, crostino di pane, sauté di cozze e scaglie di mandorle. Da affondare il cucchiaino e assaporare insieme tutti gli strati, prima di urlare “wow!”.

Come primo ci arrivano i trucioli (formato di pasta inventato da Gualtiero Marchesi) con bottarga aromatizzata all’Armagnac. A noi di solito la bottarga non piace, ma questa ci fa innamorare della sua delicatezza. Il trombolotto di Sermoneta (un tipo di limone che richiama i profumi di cedro e bergamotto) aggiunge un tocco agrumato, bilanciando perfettamente la sapidità della bottarga.

Il secondo giro di primi consiste nei corposi paccheri del Pastificio Mancini con parmigiano, pepe e sauté di cozze.

I due primi -spettacolari- non ci lasciano lo spazio per il secondo (sarà per un’altra volta).

Per il dolce invece c’è sempre spazio, soprattutto se si tratta dell’ottimo spumone al pistacchio e gelée di mandarino tardivo di Ciaculli della pasticceria Alabama di Vernole.

IL POSTO

Il locale è situato nel centro storico di Vernole, in un palazzo del ‘900. All’interno sono presenti quadri realizzati dallo stesso Flavio (scopriamo quindi che è un artista a tutto tondo). L’estate si cena nel tranquillo e spazioso giardino retrostante.

IL SERVIZIO

Lo staff in sala è accogliente, garbato e disponibile.

IL PREZZO

Per una cena si spendono in media 40 euro a testa.

Il ristorante ha anche una pizzeria al suo interno. Noi non abbiamo provato le pizze, ma dall’aspetto sembrano molto invitanti.

Si conclude così la nostra indimenticabile giornata a Vernole e dintorni, tra natura, storia e buona cucina.

Siete mai stati in uno di questi posti che vi abbiamo raccontato? Vi è venuta voglia di andarci grazie al nostro articolo? Se ci andate, fatecelo sapere taggandoci in una storia su Instagram!

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