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A spasso per MURO LECCESE: cosa vedere e dove mangiare nell’antico borgo salentino

Dopo la nostra visita a Maglie proseguiamo il tour dei paesi salentini, questa volta alla scoperta dell’incantevole Muro Leccese. Passiamo un intero pomeriggio tra luoghi sacri, antiche corti e indirizzi imperdibili.

IL MURO DI MURO

E’ più forte di noi, la passeggiata non può che iniziare dal muro di Muro. Un po’ perché la cosa ci fa sorridere, ma soprattutto perché si tratta di mura talmente importanti da aver dato il nome al paese. Eccoci quindi ai piedi dell’imponente cinta muraria messapica, che ancora oggi resiste e in parte delimita il paese.

Oggi è alta al massimo 2 metri, ma un tempo arrivava a 7 e si estendeva per 4km, circondando e proteggendo la città. Ammiratela da vicino (in località Palombara) come abbiamo fatto noi, toccandola avrete l’impressione di accarezzare la storia!

IL MORO DI MURO

In realtà esiste anche una seconda ipotesi sull’origine del toponimo: deriverebbe da “moro”, cioè saraceno (mauritano), popolo che distrusse e assediò la città nel 924 d.C. Un mistero storico affascinante, quello del nome Muro, ma anche curioso, visto che lo stemma civico racchiude entrambe le ipotesi: una testa dai tratti moreschi, ed un muro. Così nessuno si offende.

MUSEO A CIELO APERTO

La storia di Muro comincia molto prima dei Messapi, risale addirittura all’età del Ferro, lo testimoniano i numerosi reperti rinvenuti durante importanti scavi archeologici.

In località Cunella c’è un parco archeologico a cui si accede liberamente. Visitandolo ci si ritrova catapultati in un’altra epoca, tra antichi luoghi residenziali e cerimoniali gentilizi.

SFIDA TRA CHIESE

Ci spostiamo nella piazza principale, su cui ha luogo uno strano contest: quello tra due chiese. E’ assai raro trovare due chiese le cui facciate siano poste una di fronte all’altra, a mo’ di sfida. Siamo certi che non sarete in grado di decretare quale sia la più bella, perché sono entrambe magnifiche.

La prima è la Chiesa dell’Annunziata risalente al 1693: la facciata è molto affascinante e va ammirata in tutto il suo splendore.

Al suo interno la chiesa custodisce sontuose pale d’altare e tele di notevole rilevanza. Prestate particolare attenzione a quella sul retrospetto, l’ipnotica “Cacciata dei mercanti” dipinta da Liborio Riccio.

La seconda è la Chiesa dell’Immacolata (1785) è definita come “una delle sette perle del barocco salentino“.

La facciata è un’esplosione di stile rococò, in cui spicca la meravigliosa nicchia a baldacchino con la statua dell’Immacolata, opera di Vito Carluccio, scultore murese (autore tra l’altro dell’obelisco di Lecce).

IL PALAZZO DEL PROTONOBILISSIMO

Al centro della piazza, l’incantevole Palazzo del Principe. Fu un castello medievale fortificato, poi trasformato in residenza feudale, i cui interventi più importanti risalgono al ‘500 per volere della casata dei Protonobilissimo.

Dal 2004 ospita al suo interno il Museo diffuso Borgo Terra, l’unico museo salentino dedicato unicamente al periodo medievale. Perdetevi nelle sue austere sale, tra reperti storici, plastici, foto e descrizioni appassionanti.

LA PRIGIONE

Qui arriva la parte più suggestiva: scendiamo nei sotterranei del castello. Una volta entrati notiamo subito delle enormi vasche monolitiche, un tempo destinate alla conservazione dell’olio. Una scaletta ci conduce poi in uno stretto corridoio, da cui si accede a quella che, dal 1689 al 1776, fu una prigione. Rimarrete senza parole di fronte ai graffiti fatti dai prigionieri. A noi ha fatto un certo effetto vedere le tacche sulla pietra -incise per tenere il conto del tempo- e poi animali, figure umane e simboli cristiani.

BORGO TERRA

E’ il momento di lasciare il castello e addentrarsi nel borgo alle sue spalle, denominato Borgo Terra. Imbocchiamo l’antica Via Brongo (oggi via Isonzo) dove incontriamo subito il frantoio che apparteneva sempre alla famiglia dei Protonobilissimo. Costruito nel 1602 e rimasto in uso fino ai primi del ‘900, in questo trappeto semi-ipogeo troverete ancora la vasca con sua la pietra molare originale.

Una volta usciti dal frantoio, rimanendo su via Isonzo e lasciandoci il castello alle nostre spalle, ad un certo punto abbiamo incontrato un leone! Tranquilli, è solo di pietra. Non è facile notarlo, come in una caccia al tesoro bisogna aguzzare la vista e cercarlo con attenzione, guardando in basso a sinistra, perché si tratta di un altorilievo medievale, posto alla base del prospetto di un’abitazione privata. E’ corroso dal tempo ma continua ad essere lì, con tutta la sua forza di leone.

Il borgo medievale è un dedalo di viuzze intricate e case antichissime consumate dal tempo. Prestate molta attenzione agli stemmi sulle porte, potreste imbattervi in una testa di diavolo, o intravedere in un cortiletto una stella di David, testimonianza di un’antica presenza di un ghetto ebraico.

Passeggiare nel borgo antico è veramente una continua scoperta, come quella che facciamo curiosando in questo meraviglioso cortile privato…

O quando ci ritroviamo davanti ad un’antica abitazione sul cui portale è ancora ben visibile un’iscrizione latina:

“Ingens animus sub lare parvo”

La traduzione è “Sotto un piccolo focolare vi è un animo grande” e noi non possiamo che essere d’accordo 🙂

UNA VIA “SALENTINA”

Lasciamo il borgo medievale per addentrarci in quello più recente (risalente al ‘600) e imbocchiamo via Salentina, salentina di nome e di fatto, perché qui si respira l’essenza dell’edilizia civile locale. E’ l’antica arteria principale del paese, costruita seguendo un corso d’acqua sotterraneo, tant’è che quasi tutti i cortili che incontriamo sono provvisti di pozzo per attingere dalla falda.

Lungo questa strada incontrerete raffinati ed imponenti palazzi, ma anche e soprattutto corti fiabesche.

I portali delle corti sono come delle gemme nascoste nelle stradine intricate di questo paese: ogni quattro passi ci fermiamo ad ammirarne uno. Ci piacciono anche quelli semi-abbandonati, con il loro irresistibile fascino della decadenza.

Rimaniamo senza parole alla vista di Corte Carluccio, con il suo vicoletto interno, il busto di San Pasquale e i caratteristici pomodori “da pennula”. Chiedete il permesso di visitarla ai proprietari, sono gentilissimi e saranno contenti di farvi entrare.

Proprio accanto a Corte Carluccio, un vicoletto conduce a Palazzo Negri, un elegante palazzo rinascimentale che vi incanterà col suo balcone intarsiato.

UN FRANTOIO INASPETTATO

Sempre sulla via Salentina, di fronte a Palazzo Negri e alle spalle della villetta comunale, dalle grate di un sotterraneo intravediamo a sorpresa un altro antico frantoio. A differenza di quello del principe, questo era a disposizione del popolo, ed era uno dei sette frantoi di cui Muro disponeva fino alla fine dell’800. Purtroppo è privato e in stato d’abbandono, un vero peccato.

LA CHIESETTA BIZANTINA

Un altro tesoro di Muro che dovete assolutamente visitare è l’antica chiesetta di Santa Marina, risale addirittura al X secolo. Se ci fate caso, noterete che i pezzi di pietra con cui è costruita sono di varie dimensioni e sono gli stessi che formano le mura messapiche. Un ottimo esempio di riutilizzo!

Al suo interno sarete rapiti dai numerosi affreschi, tutti di epoche differenti. All’esterno noterete delle sagome per terra, si tratta di tombe (la chiesetta nacque infatti come cappella funeraria).

PARCO DEL CROCEFISSO

Concludiamo il nostro tour con una tappa nel verde del parco del Crocefisso, un’oasi di pace per grandi e piccini. In questo angolo di paradiso c’è di tutto: una antica chiesetta, un chiosco-bar, le giostrine, gli attrezzi per il fitness, un campo da basket e un parco attrezzato per i picnic.

ALTRI INDIRIZZI IMPERDIBILI:

PER UNA PAUSA DOLCE O SALATA

In piazza del popolo, proprio di fronte al palazzo del Principe, c’è il Caffè Miron. Ci accomodiamo tra i suoi tavolini all’esterno, sotto il carinissimo pergolato ricco di piante rampicanti. Qui la rosticceria è ottima, ma la vera specialità sono i dolci a base di pasta di mandorle e le mandorle ricoperte di cioccolato.

PER UNA CENA COI FIOCCHI

Sempre nella piazza principale, trovate Nonna Rosa, uno dei migliori ristoranti di pesce del Salento, di cui vi abbiamo raccontato in questo articolo.


Oltre a tenere a portata di mano il nostro percorso, l’ultimo consiglio che possiamo darvi è anche quello di perdervi tra i vicoli e le strade di questo meraviglioso borgo. Buona passeggiata! E se ci andate fatecelo sapere taggandoci su Instagram!

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