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OSTERIA GRAND HOTEL – CUCINA TRADIZIONALE E DI QUALITA’ SUL NAVIGLIO PAVESE

UN POSTO CHE HA TANTO DA RACCONTARE

Se amate viaggiare nel tempo, la buona cucina e la tranquillità, l’Osteria Grand Hotel fa al caso vostro. Noi, di tanto in tanto, soprattutto con le belle giornate estive, torniamo volentieri a trascorrere un pranzo o una cena sotto il loro pergolato fiorito.

Lo definiamo “un viaggio nel tempo” perché questo ristorante ha alle spalle una storia lunga più di un secolo, quando ancora si chiamava “El Gandin” ed era solo una bocciofila con sala da ballo, per poi trasformarsi in un pub in cui si poteva assistere agli spettacoli di cabaret di artisti come Lella Costa, Claudio Bisio e Angela Finocchiaro. Oggi quel campo di bocce è divenuto uno spazio all’aperto all’ombra del glicine rampicante, in cui godersi una cucina tradizionale italiana, fatta di ingredienti semplici, genuini e di stagione- le materie prime arrivano da piccoli e fidati produttoriaffiancata a un guizzo di creatività.

COME

Un esempio è l’antipasto di cipolla, zucchine e gamberi saltati in carpione in cui la marinatura agrodolce dona gusto ed equilibrio al piatto.

cipolla, zucchine e gamberi saltati in carpione

Tra i primi piatti, quelli che più ci hanno colpito sono stati gli inimitabili spaghetti al cipollotto ed erbe aromatiche,

spaghetti guanciale, pomodoro e pecorino

i tradizionali spaghetti alla chitarra con guanciale, pomodoro e pecorino, una sorta di amatriciana ma più leggera 🙂 e le saporite trenette con alici, capperi, olive e finocchietto.

trenette

Dobbiamo ammettere però che queste ultime le abbiamo ordinate di recente e non avevano lo stesso sapore della prima volta, anzi erano abbastanza anonime.

Gli gnocchi, fave e pecorino non li abbiamo particolarmente apprezzati perché, come potete notare dagli ingredienti, sono risultati molto pesanti e, a nostro personalissimo parere, poco gustosi.

gli gnocchi

Tra i secondi adoriamo il vitello tonnato ‘a modo loro’. Una trovata del tutto originale che dà al vitello una forma di polpette ricoperte da tanta goduriosa salsa tonnata. Anche qui, però, dobbiamo ammettere che la prima volta è stata di gran lunga migliore della seconda, che era del tutto differente.

prima
dopo

Ottima anche la rosticciana con patate al forno.

rosticciana

C’è da dire però, che i piatti “sottotono” di cui vi abbiamo parlato rientrano nella nostra ultima visita all’Osteria, che ha coinciso con il primo giorno di apertura dopo il lockdown. Le nuove regole erano tante ed è abbastanza normale che all’inizio anche la cucina un po’ ne abbia risentito.

Dell’ultima volta ricordiamo con piacere il vino proposto dall’affabile proprietario e grande esperto in materia: un Muller Thurgau ‘Sofi’ di Franz Haas, dalle note fresche e aromatiche.

Nelle varie occasioni non c’è stato spazio per il dolce, per cui su quello non possiamo esprimerci.

DOVE

L’Osteria Grand Hotel si trova in via Ascanio Sforza 75, in una stradina seminascosta, sul Naviglio Pavese. Nonostante sia all’altezza della circonvallazione è una zona molto tranquilla.

Dopo aver percorso il vicoletto si scorge l’insegna del locale rimasta invariata nel tempo. L’ambiente, che fa molto “Milano d’antan”, è spazioso e curato nei dettagli (il pianoforte a mezza coda in bella vista fa il suo effetto scenico) sia all’esterno che all’interno; i tavoli sono ben distanziati (da sempre!) e l’atmosfera è intima, un po’ retrò. La signora che ha preso le nostre ordinazioni, proprietaria insieme al marito, è molto gentile e disponibile a descrivere i piatti e a soddisfare qualsiasi richiesta. Il suo modo di esporre il menù ci mette sempre una gran voglia di ordinarlo per intero!

QUANTO

La parte più interessante arriva qui. Il conto. Noi lo giudichiamo più che giusto, ma a quanto pare non solo noi: la Guida del Gambero Rosso 2019, infatti, ha conferito all’Osteria il Premio Speciale per il Miglior Qualità/Prezzo.

Nel panorama della ristorazione meneghina rimane un indirizzo più che affidabile per la selezione delle materie prime (Slow Food), per la cantina con più di 700 etichette, e per la sua cucina solida, senza troppi fronzoli, ma che si sa far ricordare e ti fa tornare!

Posted in Italia, Lombardia, Milano