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Tra l’ALTA MURGIA e il BARESE: cosa vedere e dove mangiare

Il primo episodio del viaggio alla scoperta dei piaceri della Puglia lo abbiamo dedicato alla Valle d’Itria, in particolare a Martina Franca e Ceglie Messapica.

In questo secondo episodio invece vi diamo qualche suggerimento su cosa fare, cosa vedere e dove mangiare nella zona dell’Alta Murgia e nel barese.

TRANI

LA CATTEDRALE DI TRANI

Prima tappa: Trani. Tutte le cattedrali sono belle, ma una cattedrale sul mare di più. E’ il caso della Cattedrale di Trani, con la sua chiara pietra calcarea, che si erge bianchissima contrastando il blu del mare. Costruita in epoca normanna e in stile romanico, questo edificio ci incanta.

Rimaniamo a fissare il portale e i suoi ricami, poi diamo uno sguardo all’interno che, al contrario, è molto spoglio. Una cattedrale meravigliosa e scenografica, grazie alla sua posizione e alla sua imponenza.

UNA TRANI CHE NON CONQUISTA

Nonostante il bel porticciolo turistico e l’incantevole cattedrale, abbiamo notato a malincuore che Trani versa in uno stato di degrado. Percorrendo le vie del centro storico ci ritroviamo tra negozi in stato di abbandono e rifiuti per terra. E’ veramente un peccato che una città così importante venga trascurata.

DOVE MANGIARE A TRANI

La voglia di tornare a Trani nonostante tutto c’è, grazie a questi indirizzi imperdibili, alcuni già provati e approvati, altri ancora da testare.

LULA-PANE E DESSERT

In questa bakery dalle proposte più europee che pugliesi si impastano pane e focacce, si creano dolci e si lavora il cioccolato. Tra le numerose monoporzioni e i lievitati presenti scegliamo un ottimo cubotto di sfoglia con una golosa crema di cioccolato fondente a base d’acqua e un maritozzo. La panna all’interno di quest’ultimo è probabilmente una delle più buone mai provate, la brioche però risulta secca, perché il dolce è rimasto un po’ troppo a lungo nel banco.

OSTERIA FRANGIPANE

Per pranzare scegliamo l’Osteria Frangipane. E’ un’osteria a conduzione familiare, con una chiocciola slow food. Ottime materie prime, piatti convincenti e prezzi onesti. Bravi!

CODE CAFE’ TRANI

Anche il caffè merita di essere bevuto nel posto giusto e non in un bar qualunque. Cercando online abbiamo scovato questa caffetteria che dà un’attenzione particolare al caffè. Qui sono disponibili diverse monorigine e la loro buonissima miscela di arabica e robusta. In tazzina l’espresso è cremoso e aromatico.

IN LISTA DA PROVARE:

Officina del vino

Ristorante Quintessenza

SOSTA DI GUSTO A MONTEGROSSO

Volete vivere una vera esperienza pugliese a tavola? Andate a mangiare da Pietro Zito-Antichi Sapori a Montegrosso: non c’è Puglia senza le sue ricette!

Tra gli antipasti, la ricotta calda con sedano caramellato e gli sponzali gratinati ci conquistano.

Il colpo di fulmine arriva con gli strascinati integrali con cime di rapa, baccalà profumato al timo e mollica fritta. Ai troccoli di grano duro con pomodorino e sponzali alla brace, carne affumicata e canestrato promettiamo amore eterno.

Con la “quasi cassata di ricotta di mucca e mandorle pugliesi” (una ricetta del 1944) e le mandorle caramellate andiamo via felici e contenti.

CORATO

L’OLIO EXTRAVERGINE DI CORATINA

Da buoni amanti dell’olio extravergine d’oliva pugliese quali siamo, decidiamo di attraversare le campagne di Corato (nota per la sua cultivar coratina, tra le più ricche di polifenoli) per ammirare i suoi ulivi rigogliosi e pieni di vita. Un tempo anche il nostro Salento, prima dell’arrivo della Xylella, vantava distese infinite di ulivi secolari, sani e verdissimi (noi non dimentichiamo).

Il più antico ulivo di coratina ha circa 600 anni e, in quanto progenitore della cultivar coratina, è stato chiesto di renderlo Patrimonio Unesco.

Per esprimergli tutto il nostro affetto proviamo ad abbracciarlo, ma per riuscirci servirebbero almeno altre due persone.

Voi avete mai provato un buon olio di coratina? Tra i vari frantoi e aziende agricole baresi, quelli che ci sentiamo di consigliarvi sono il Frantoio Muraglia, Olio Intini, Azienda Agricola Oilalà, Olio Mimì.

PANE, TARALLI, FOCACCE E ALTRI LIEVITATI DA URLO

Amanti dei carboidrati ci siete? Questo è per voi.

Il pluripremiato Panificio Il Toscano è un piccolo panificio artigianale nato da un’idea di Marco Lattanzi, sempre pronto a deliziarvi con i suoi lievitati, dolci e salati, fatti con sola pasta madre, farine naturali e tanta passione.

In questo paradiso è tutto indistintamente eccezionale, ma una menzione speciale va alla focaccia barese, al pane in cassetta (con farina di tipo 1, segale integrale e semi) e ai brownies.

RUVO DI PUGLIA

FINALMENTE UN (VERO) GELATO

Si parla fin troppo di gelato “artiginale“, “naturale“, ma poi quasi nessuno lo fa veramente.

Fino a questo momento, l’unico gelato artigianale preparato con maestria e pochi genuini ingredienti, lo avevamo trovato alla Cremeria Sestri (Sestri Levante) e a Milano in queste gelaterie.

Finalmente però, da qualche anno anche la Puglia può vantare una gelateria di eccellenza.

Stiamo parlando della gelateria MOKAMBO a Ruvo di Puglia, dove i fratelli Giuliana e Vincenzo, nel 2016 decidono di prendere in mano la storica attività di famiglia, che aveva chiuso i battenti quasi vent’anni prima.

Nel farlo scelgono di andare oltre, un “oltre” che torna alle origini, a quando ancora il gelato non conosceva semilavorati, additivi o emulsionanti, restituendogli giustamente il valore che merita.

Nel loro microlaboratorio hanno tutto ciò che serve per fare il vero gelato: latte dai pascoli dell’Alta Murgia, uova fresche e zucchero. Per creare i loro gusti, aggiungono a questa base solo materie prime selezionatissime, come fave di cacao da tutto il mondo, pistacchio di Bronte, nocciole delle Langhe, mandorle di Ruvo, zafferano iraniano e selezione di vaniglie pregiate.

La loro produzione è limitata per scelta. Scelta azzeccatissima e in linea con il nostro motto: “se vuoi fare le cose bene, non puoi fare grandi numeri”.

Assaggiamo tutti i loro gusti: pistacchio, torrone croccante di mandorle, nocciola, gianduia amara, caffè, cioccolato puro del Ghana e tartufo nero. E’ impossibile scegliere quale sia il nostro preferito, hanno tutti e sette un sapore unico, speciale e genuino.

CENA DA MEZZA PAGNOTTA

CUCINA ETNOBOTANICA

Le protagoniste indiscusse dei piatti sono erbe spontanee, erbe aromatiche, spezie e verdure raccolte nel murgiano dai contadini di fiducia e trasformate poche ore dopo dallo chef Vincenzo Montaruli, che insieme al fratello Francesco gestisce il ristorante. Ai sapori pugliesi aggiungono anche contaminazioni estere, attraverso ricette e spezie conosciute nei loro viaggi nei paesi del Mediterraneo.

A farla da padrona qui è la biodiversità locale. Le combinazioni proposte esaltano la qualità di ogni singolo ingrediente ma portano anche con loro le qualità terapeutiche ed energetiche di ognuno di essi.

IL PERCORSO A TAVOLA

Il fiorone tagliato a metà arrostito e ripieno di un battuto di rucola selvatica, crema di lime bruciato, cremina di fiorone alla base e mandorle pralinate on top è da brividi! Gli asparagi selvatici su salsa di asparago e sale nero indiano (dall’accentuata nota sulfurea) sono un piatto di una strepitosa semplicità.

I carciofini fritti due volte su crema di patata, finocchietto selvatico e pecorino vorremmo non finissero mai.

Ci sembra di vivere un sogno con il carpaccio di pomodoro cuore di bue, portulaca, crema di pane e crema di caprino.

Un’altra grande sorpresa è l’arancino di zucchina con l’aggiunta di cruditè di zucchina e sommacco. Un capolavoro.

Il guazzetto di verdure è un tripudio di colori e sapori.

L’insalata di fagiolini con cremina di melanzane crea dipendenza.

Concludiamo in dolcezza con un pan di spagna di farina d’orzo imbevuto nel caffè d’orzo con albicocca e sciroppo di sambuco che vorremmo a colazione tutte le mattine!

Notevole la loro selezione di vini naturali. Noi optiamo per un Pinot Grigio di Valentina Passalacqua.

IL FASCINO DEL LOCALE

Il ristorante non è solo arredato in stile contadino, ma lo è anche nell’animo. Le erbe essiccate, gli attrezzi da lavoro, le spezie, non hanno solo una funzione estetica ma sono parte di un “viaggio”, fatto di profumi, ricordi e sensazioni.

LA FORMULA E IL PREZZO

L’unica formula proposta è il menù degustazione con 5 portate (più 2 entrée) con le pietanze del giorno che cambiano quasi quotidianamente!

La degustazione costa 35 euro a persona bevande escluse. Un prezzo più che onesto.

UN’ESPERIENZA PER TUTTI

La nostra esperienza da Mezza Pagnotta è indimenticabile. La Puglia non è solo orecchiette, crudi di mare o pasticciotti. L’essenza della Puglia è nei prodotti della nostra terra, dai frutti alle verdure fino alle innumerevoli erbe spontanee che, pur avendo sotto gli occhi, ignoriamo.

Vi consigliamo di provare questo luogo magico almeno una volta nella vita. Qui i vegani e vegetariani troveranno il piacere assoluto, ma vi assicuriamo che anche gli onnivori come noi urleranno a gran voce CI TORNEREMO!

TURI

LE CILIEGIE FERROVIA

Nei mesi di maggio e giugno una tappa obbligatoria è Turi con le sue squisite “ciliegie ferrovia“!

Ma come mai questo nome <ferrovia>? Ci hanno raccontanto che il primo albero di questa varietà nacque a pochi metri dai binari delle ferrovie di campagna che portavano alla città di Sammichele. La ciliegia fu chiamata sin da subito dagli abitanti “Ferrovì” e, per alcuni anni, l’albero fu curato dal casellante ferroviario dell’epoca per poi diffondersi su tutto il territorio del sud-est barese, fino ad arrivare ad essere la principale cultval della zona.

Ci fermiamo a raccoglierne un po’ da uno tra le migliaia di alberi che incontriamo alla periferia del paese. Sono veramente tantissimi, è come se fossimo atterrati sul pianeta delle ciliegie.

Ognuna di esse è grande e succosa, una tira l’altra ed è impossibile fermarsi!

CASAMASSIMA

IL PAESE AZZURRO

“E’ tutto blu, ci piace di più, I think I think I love you!” Questo ritornello della canzone Italove di Emmanuelle casca a pennello su Casamassima, un borgo tanto bello quanto poco conosciuto.

La particolarità di questo incantevole paesino è proprio il suo centro storico tutto colorato di blu e d’azzurro.

Pare che nel 1600 la peste colpì questo paese, così tutte le case furono verniciate con calce viva per impedire il diffondersi della peste e sì stabilì di utilizzare il colore blu, come il velo della Madonna, proprio per ottenere la sua protezione.

Questo è il posto giusto per delle foto, tra i vicoletti pieni di piante colorate e il rilassante blu delle case.


Voi siete mai stati nella Murgia e in queste zone di Puglia poco conosciute? Avete altri indirizzi da consigliarci in zona?

Se invece siete o verrete nel Salento, qui trovate una bella selezioni di posti da vedere e ristoranti in cui mangiare!

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